MATILDE DI CANOSSA (1046 - 1125)
Poche donne hanno avuto, nella
storia italiana, un ruolo importante quanto quello di Matilde di
Canossa,
che per quarant'anni resse uno Stato che si estendeva su buona parte
dell'Italia settentrionale e centrale, e che partecipò da protagonista
alla lotta tra l'Impero e la Chiesa. Fatta prigioniera dall'imperatore
Enrico III, insieme alla madre, restò fortemente impressionata
dall'esperienza che ne fece un'assidua sostenitrice del Papato. Data
in sposa a Goffredo il Gobbo, si separò da lui dopo soli tre
anni. Quando nel 1076 entrò in pieno possesso dei domini del
padre, divenne la più importante alleata di Papa Gregorio VII,
che era fermamente intenzionato a dichiarare la superiorità del
potere divino su tutti i poteri terreni, compreso l'Impero. Matilde,
che nonostante i digiuni mistici e le veglie, era una donna bella e
decisa ebbe una parte fondamentale nei rapporti tra Papa Gregorio VII
e il giovane imperatore Enrico IV, suo cugino. L'imperatore, che tramava
contro il Papato, si fingeva alleato di Matilde e di Gregorio VII finché,
alla mezzanotte del Natale del 1075, fece rapire il pontefice mentre
celebrava la messa nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Arrestato
e malmenato, il Papa venne condotto in Germania, ed Enrico IV svelò
la sua vera natura. E' a questo punto
che il ruolo della contessa di
Canossa divenne fondamentale. Lanciata la scomunica del Papa contro
Enrico IV, quest'ultimo si rese conto del potere della Chiesa e sapendo
di non poter andare contro il suo popolo, si preparò a quello
che è diventato un simbolo di sottomissione: l'umiliazione di
Canossa. Fu solo grazie alla cugina Matilde, che Enrico IV venne ricevuto
dal Papa nel castello di Canossa, ma solo dopo essere rimasto per tre
giorni a piedi nudi a supplicare sotto la neve, rischiando il congelamento.
Nonostante l'imperatore fosse in realtà in mala fede, ottenne
il perdono grazie a quella potente e decisa donna che era Matilde. Negli
anni successivi, però, Enrico IV si scagliò nuovamente
contro i Papato e Matilde continuò a schierarsi dalla parte di
Gregorio VII, finendo la sua vita con la donazione di tutti i suoi possedimenti
allo Stato pontificio. Morì nel 1125 amata e venerata da tutti,
e fu sepolta nell'abbazia di San Benedetto a Mantova. Nel 1635 le sue
spoglie furono spostate a San Pietro in Vaticano, e poste insieme a
quelle degli apostoli e dei martiri della fede. Entrò nella storia
e nella leggenda come nessuna donna prima di lei. Oggi riposa nella
tomba scolpita dal Bernini ed è detta "onore e gloria d'Italia".